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| PIANO CASA SI DELLE REGIONI ALL'AMPLIAMENTO DEL 20% |
da Repubblica.it
di LUISA GRION e PAOLA COPPOLA
ROMA - In attesa di un decreto legge del governo con le semplificazioni per l'edilizia abitativa e le norme anti-sisma, che non riesce a trovare un punto di incontro con le richieste dei governatori, il "piano casa bis" comincia a prendere forma per iniziativa delle Regioni stesse. In base all'accordo dello scorso aprile, queste si impegnano a approvare dei provvedimenti per permettere ampliamenti delle cubature fino al 20% o fino al 35% nel caso di demolizione e ricostruzione delle abitazioni mono e bifamiliari entro 90 giorni.
C'è chi sta fissando paletti rigidi per tutelare centri storici e paesaggio e chi sta allargando la possibilità degli interventi. La prima a dotarsi di una legge regionale è stata la Toscana. L'ultima iniziativa è della giunta campana. Il testo del Veneto tornerà in consiglio regionale dopo le elezioni. Quasi pronte Sicilia, Umbria, Piemonte, Lombardia. E ieri da Bari Berlusconi ha detto: "Il decreto vedrà la luce entro il 15 giugno". Ha aggiunto che "nelle regioni governate dal centrodestra, la legge è pronta". E ha ricordato gli effetti previsti sull'economia: "dai 30 ai 100 miliardi di euro, che ora riposano in banca, verranno immessi sul mercato edilizio". Ha parlato anche della crisi: "Tutti concordano che ci sono segnali di una crisi minore, si vede qualche segnale di ripresa".
TOSCANA
La prima a muoversi, esclusi i centri storici. Ha approvato la legge regionale. Con una semplice dichiarazione di inizio attività sarà possibile ampliare fino al 20 % case mono e bifamiliari; fino al 35 % nel caso di demolizioni e ricostruzioni. Niente interventi in deroga nei centri storici e per le case condonate.
VAL D'AOSTA
Alberghi e ristoranti possono ingrandirsi del 40%. La Giunta ha all'esame una bozza, ma prima delle indicazioni del governo un disegno di legge regionale aveva già dato la possibilità ad alberghi e ad alcune categorie di ristoranti di ampliare la superficie fino al 40 per cento in deroga ai piani regolatori dei Comuni.
PIEMONTE
Progetto per le villette che risparmiano energia. La giunta ha approvato una legge che ora passa al consiglio: fino alla fine del 2010 si potrà ampliare o demolire e ricostruire in deroga ai piani regolatori, ma solo rispettando il risparmio energetico, per villette mono-bifamiliare o per edilizia sovvenzionata sotto ai mille metri cubi.
LIGURIA
Coinvolte 200 mila abitazioni ma con tutela del territorio. La regione si è impegnata ad approvare il piano che recepisce le direttive del governo, ma con rigorosi criteri di tutela del territorio. Demolizioni e ricostruzioni saranno legate al recupero del tessuto urbano. All'ampliamento, secondo i tecnici, saranno interessate 200 mila abitazioni.
LOMBARDIA
Ai Comuni la facoltà di raddoppiare l'aumento. La Giunta, mercoledì dovrebbe approvare un progetto che prevede la possibilità di ampliare del 20% le abitazioni (per i Comuni che avevano già previsto questa possibilità si passerebbe al 40). Per i capannoni da abbattere e ricostruire ampliamento fino al 30 %.
EMILIA ROMAGNA
Emendamento con paletti alla legge urbanistica. La regione presenterà un emendamento alla legge 20/2000 sull'urbanistica. Severi i requisiti richiesti per poter utilizzare le nuove regole: in caso di abbattimento, infatti, l'edificio dovrà essere ricostruito con i massimi parametri di efficienza energetica.
VENETO
Più spazi di manovra per gli edifici in bioedilizia
La Giunta ha approvato il testo lo scorso aprile. Si consente di ampliare del 20% la cubatura degli edifici esistenti, residenziali e non. Se l'edificio è fatiscente e anteriore al 1989, chi lo demolisce e ricostruisce può ampliarlo del 30 o addirittura del 40 % se in bioedilizia.
FRIULI VENEZIA GIULIA
Dichiarazione inizio lavori e tempi ridotti per chi acquista. Il disegno di legge allo studio liberalizza ampliamenti fino al 20% di edifici residenziali con la presentazione di di
LEGGI »
...LEGGI » Inserito il 03/06/2009 |
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| "Mutui. multe per le banche che fanno difficoltà sulla surroga" |
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da Repubblica.it
di Antonella Donati
Mutui, torna il fondo per saltare le rate e arrivano multe per le banche che fanno difficoltà sulla surroga
Multa alle banche che fanno difficoltà sulla surroga, ritorno del fondo per i mutui che consente di saltare le rate e abolizione, per legge, della commissione di massimo scoperto per chi va a rosso un solo mese. Le novità sono contenute nel testo del decreto anticrisi che sarà convertito entro il 28 gennaio e quindi saranno legge dai prossimi giorni.
Torna il fondo per i mutuatari in difficoltà - Il fondo di solidarietà era stato previsto nella scorsa finanziaria con l'obbiettivo di consentire ai mutuatari in difficoltà di poter saltare alcune rate. Un'opportunità, questa, riconosciuta anche a chi si trovava già in ritardo sui pagamenti. Non erano però mai state varate le norme di attuazione. Ora con le modifiche al decreto potrebbe essere davvero la volta buona, perchè il fondo è destinato ad essere finanziato anche dalle stesse banche, in tutti i casi in cui dovessero fare difficoltà per la surroga. Verrà multato, dunque, chi mette i bastoni tra le rute a chi vuol pagare rate più basse. Perchè il fondo veda la luce e si possano presentare le richieste, però, occorrerà attendere ancora un po': il regolamento dovrà essere varato entro due mesi dalla conversione in legge del decreto. Per cui al più tardi entro la fine del mese di marzo si potrà avare a disposizione anche questo strumento.
Ostacolare la portabilità potrà costare molto caro - Il fondo, oltre ai 10 milioni di euro previsti dalla legge, sarà finanziato anche da tutte le banche che dovessero continuare ad avere comportamenti scorretti in materia di portabilità. La multa arriva dopo un anno dalle norme di legge che hanno stabilito che questa operazione deve essere completamente grauita per il cliente, dopo le circolari dell'Abi e quelle dei notai che hanno ribadito che la portabilità è costo zero. E a questo punto non adeguarsi può costare caro: si va infatti da una sanzione minima di 516 euro ad una massima di 25.822 euro. Somme che confluiranno, appunto, a finanziare il fondo per chi ha difficoltà a pagare le rate.
Niente massimo scoperto per chi è a rosso per pochi giorni - Mutui a parte, c'è anche un'altra buona notizia che riguarda chi si trova ad andare a rosso sul conto per questioni strettamente contingenti e per pochi, pochissimi giorni, come capita, ad esempio, quando il saldo della carta di credito è un po' più alto del previsto e lo stipendio non è ancora stato accreditato. In questa e in situazioni analoghe, dunque, non si pagherà più la commissione di massimo scoperto, ossia la commissione calcolata sulla cifra massima di interessi da pagare alla banca ma applicata anche quando il rosso è solo di pochi giorni. Ora per chi non starà scoperto un periodo inferiore ai 30 giorni la commissione non c'è più anche se, ovviamente, sarà dovuto il pagamento degli interessi.
Via anche alle commissioni per la messa a disposione di fondi se questi non sono utilizzati - Grazie alle modifiche introdotte al decreto vengonmo cancellate anche tutte le clausole - comunque denominate - che prevedevano una commissione a favore della banca per la semplice messa a disposizione di fondi a favore del cliente titolare di conto corrente, indipendentemente dall'effettivo prelevamento della somma. Lo stesso per le clausole che prevedevano una remunerazione all'istituto bancario indipendentemente dalla durata dell'utilizzo dei fondi. Le nuove norme sono imemdiatamente operative: alle banche l'onere di comunicare le novità ai clienti, ma le spese spariscono comunque dal momento dell'entrata in vigore della legge.
...LEGGI » Inserito il 02/02/2009 |
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